In un articolo pubblicato su Eutekne.info di oggi, Riccardo Michelutti e Andrea Prampolini evidenziano alcune criticità delle conclusioni dell’Avvocata Generale Kokott nella causa C 592/24 “Société Générale e a.”. L’AG ha ritenuto compatibile con la libertà di stabilimento UE la versione dell’art. 117 del TUIR in vigore anteriormente al D. Lgs. 147/2015, laddove impediva ad una stabile organizzazione in Italia di società UE di esercitare l’opzione per il consolidato fiscale con le controllate residenti le cui partecipazioni fossero detenute direttamente dalla casa madre. Inoltre, l’AG ha ritenuto che il mancato esercizio entro i termini dell’opzione per il consolidato precluda la possibilità di invocare la tutela dei diritti UE mediante il rimborso delle maggiori imposte versate.

In un articolo pubblicato su Eutekne.info di oggi, Riccardo Michelutti e Andrea D’Ettorre analizzano la circolare di Assonime n. 6/2026 nella parte in cui conferma la disapplicazione delle regole sull’anzianità di gruppo previste dall’art. 5 del D.M. 27 giugno 2025 nel caso di fusione dell’SPV nelle operazioni di MLBO, al fine di preservare l’applicazione dell’esimente infragruppo ex art. 177-ter del TUIR alle perdite infragruppo maturate dalla target e dalle sue controllate sino al periodo d’imposta dell’acquisizione.

L’auspicio è che l’Agenzia delle Entrate con­fer­mi la pos­si­bil­ità di dis­ap­pli­care l’art. 5 del D.M. 27 giug­no 2025 ogni­qual­vol­ta la fusione pluri­ma non com­por­ti un’indebita com­pen­sazione delle perdite infra­grup­po.

Su Plus24 — Il Sole 24 Ore, Stefano Massarotto analizza le criticità introdotte dalla nuova Legge di Bilancio per le holding familiari e i club deal, evidenziando il rischio di una “multipla imposizione economica” sugli utili societari.

Riguar­do a questo sce­nario, Mas­sarot­to sot­to­lin­ea: ” I fon­di di inves­ti­men­to, qualunque sia la loro for­ma giuridi­ca nei diver­si ordi­na­men­ti, ben­e­fi­ciano di un regime fis­cale che assi­cu­ra all’investitore la “neu­tral­ità […]

Luca Rossi, Marina Ampolilla e Armando Tardini analizzano in un articolo pubblicato sulla rivista Diritto Bancario alcune recenti risposte dell’Agenzia delle Entrate in materia di piani di carried interest. Nel contributo, gli Autori, mettono in luce le criticità che emergono dai chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria sull’applicazione dell’art. 60 del D.L. 50/2017 nel caso di cambio di controllo del soggetto emittente e nel caso di finanziamenti concessi ai manager per la sottoscrizione degli strumenti finanziari con diritti patrimoniali rafforzati.

Francesco Capitta, Andrea Prampolini e Andrea Vacca analizzano, in un contributo pubblicato su Diritto Bancario, la disciplina fiscale dei dividendi provenienti da Paesi a fiscalità privilegiata (“dividendi black list”). In particolare, gli Autori offrono un’analisi sistematica del quadro normativo e interpretativo di riferimento, soffermandosi sui profili critici che emergono dalla recente risposta ad interpello n. 191/2025.

Stefano Massarotto analizza la riforma del regime fiscale britannico per i non-dom e le sue implicazioni per la mobilità degli individui ad alto patrimonio (UHNWIs). Dal 6 aprile 2025, il Regno Unito ha abolito lo storico regime non-dom, sostituendolo con il nuovo 4‑years FIG Regime basato sulla residenza.

Nel con­trib­u­to ven­gono esam­i­nate le nuove regole, l’im­pat­to sul­la com­pet­i­tiv­ità del Reg­no Uni­to e le oppor­tu­nità per l’I­talia, dove il regime per neo-res­i­­den­ti (art. 24-bis TUIR) ha già attrat­to oltre 4.000 […]